Melo

Il melo è una pianta che sa adattarsi molto bene a una gran varietà di terreni, quelli più adatti alla sua coltivazione sono i terreni profondi, dotati di buon drenaggio e non eccessivamente calcarei. È consigliare evitare quei terreni la cui profondità utile all’apparato radicale sia inferiore ai 40 cm. Il pH ideale va da 6,5 a 7,5; vanno evitati i suoli con pH inferiore a 5,4 e quelli con pH superiore a 8,8.

Il melo può essere coltivato ovunque, ma preferisce un clima fresco e le zone che si trovano tra i 600 e i 1.000 metri sopra il livello del mare. La pianta teme la siccità e i ristagni idrici.

Superficie e produzione:
In lieve aumento la superficie coltivata a melo, sia quella totale (6.050 ha, +0.9%), sia quella in produzione (5.570 ha +0,8%). Il 76% della superficie totale è localizzata in provincia di Verona, ma una rispesa della coltura, dell’ordine del 15%, è stata osservata a Rovigo e Venezia.

Soprattutto per effetto dell’incremento di resa, la produzione raccolta è salita a circa 285.000 tonnellate (+7%). Le stime di Assomela indicano una produzione nazionale di 2,26 milioni di tonnellate, in lieve calo rispetto all’anno precedente (-0,8%) a causa della flessione produttiva osservata in Alto Adige (-5,7%), parzialmente compensata dalla stabilità del raccolto in Trentino (-0,1%) e dall’aumento registrato complessivamente nelle altre regioni italiane (+7,7%).




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